Riscaldamento globale, Milano chiama all’azione. Con una mostra

La Terra non morirà. Al massimo saranno le condizioni per la vita umana a scomparire. Il messaggio è alla base di Capire il cambiamento climatico, la mostra esperenziale che si è aperta il 7 marzo al Museo di Storia Naturale di Milano. La mostra ha l’ambizione di aiutare il grande pubblico a capire le cause e conoscere gli effetti del riscaldamento globale, per contrastare questa tendenza e cambiare il corso del nostro futuro. “La mostra ha una funzione educativa che è coerente con quella del Museo” ha sottolineato il direttore Domenico Piraina.

Esperienza, consapevolezza e azione. La mostra, in programma fino al 26 maggio 2019, si presenta come uno spazio narrativo ed esperienziale in cui i visitatori possono scoprire le cause e gli effetti attuali e futuri del riscaldamento globale, attraverso oltre 300 scatti fotografici dei maestri della fotografia di National Geographic e tecnologie digitali immersive e interattive. Le immagini raccontano la profonda trasformazione del pianeta causata dal riscaldamento globale: dalla fusione dei ghiacci perenni, che si riducono oltre 400 miliardi di tonnellate ogni anno, ai fenomeni meteorologici estremi come le ondate di caldo senza precedenti o l’incremento di tempeste e uragani, dall’aumento di periodi di intensa siccità all’aumento del livello dei mari di 3,4 millimetri all’anno. Drammatiche evoluzioni che sono destinate a intensificarsi nei prossimi decenni se non si mettono in atto interventi efficaci. “L’innalzamento di
oltre un grado Celsius che è avvenuto nell’ultimo secolo può sembrare poco ma in realtà ha effetti devastanti. Abbiamo già perso la metà dei ghiacciai delle Alpi” ha detto Luca Mercalli presidente Società Meteorologica Italiana e curatore scientifico della mostra. “Dobbiamo cambiare il significato del termine crescita: dalla crescita degli oggetti e dell’economia, alla crescita della cultura e del pensiero, senza i quali non ci potrà essere azione per la difesa della Terra. Economia della sobrietà non vuol dire economia della povertà” ha concluso Luca Mercalli.

Il progetto espositivo, che si estende su due sale, è promosso e prodotto dal Museo di Storia Naturale di Milano, Comune di Milano | Cultura, OTM Company e Studeo Group in collaborazione con National Geographic Society. La prima sala è un’esperienza immersiva, in cui il visitatore assiste alla trasformazione del Pianeta dovuta al riscaldamento globale, a cui l’uomo e le specie animali e vegetali faticano ad adattarsi. A immagini di grandi dimensioni di una natura rigogliosa proiettate lungo le pareti perimetrali, fanno da contrasto immagini di catastrofi dovute al cambiamento climatico. Ci sono quattro voci narranti: l’orso polare per il ghiaccio, la tartaruga per l’acqua, l’elefante asiatico per la terra e infine l’uomo per la plastica, raccontano i drammatici mutamenti in atto nel nostro Pianeta. Il percorso espositivo prosegue con il momento della consapevolezza, che mostra come le tutte le persone possono cooperare per contrastare il cambiamento climatico. In questa seconda sala pareti interattive alte 3 metri, e pareti con infografiche e illustrazioni, mostrano come le scelte politiche, culturali ed economiche abbiano influito sull’ambiente e di conseguenza sul cambiamento climatico. Dall’esperienza, alla consapevolezza, all’azione: il percorso si conclude nella seconda sala con un invito ad adottare pratiche e comportamenti virtuosi, dall’alimentazione ai consumi energetici, dalla gestione dei rifiuti all’igiene della persona e della casa. La mostra si conclude con suggerimenti e consigli utili nella vita di tutti i giorni.

L’azione contro i cambiamenti climatici chiama in causa tutti i cittadini, istituzioni pubbliche e aziende private. Filippo Del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano, ha ricordato il crescente e determinante ruolo dei Comuni nell’adozione di politiche ambientali, che possano incidere sul crescente senso di responsabilità delle comunità locali. Global active partner dell’evento è Engie. “La settimana scorsa il nostro ceo Isabelle Kocher ha confermato la nostra missione di essere il leader mondiale della transizione verso le emissioni zero” ha detto a Laudato.si Olivier Jacquier, ceo di Engie Italia. “Nel 2018 – ha continuato – abbiamo ridotto di 300 mila tonnellate le emissioni di anidride carbonica dei nostri clienti. Adesso è il cuore della nostra strategia. Noi lo facciamo come business, non siamo una Ong, ma crediamo che sia arrivato il momento in cui tutti noi dobbiamo impegnarci per abbassare i consumi di energia e le emissioni. Secondo il ceo di Engie Italia, nei cittadini non manca la sensibilità verso i temi ambientali, ma è ancora poco presente la consapevolezza di cosa si possa fare per contribuire al bene del Pianeta. “Occorre quindi più consapevolezza per poter agire. Se non misuriamo l’impatto dei nostri consumi sarà difficile fare interventi e prendere azioni, adottando soluzioni efficaci. La mostra per noi è importante proprio perché aiuta a capire quanto importante siano i piccoli gesti” ha concluso Jaquier.

Alessandro Giuseppe Porcari @laudatosie